Non è imponendo dei semplici divieti mirati a cambiare radicalmente le abitudini alimentari che si ottiene la perdita di peso, in quanto ogni problema di chili in eccesso va necessariamente affrontato individualmente, in maniera flessibile e accuratamente personalizzata, evitando qualsiasi generalizzazione di “diete fai da te” o del tipo “7 chili in 7 giorni”.
Bisogna infatti tener presente che le motivazioni alla base di ogni singolo caso di peso in eccesso possono essere molteplici e non sempre facilmente individuabili, è necessario capire perché una particolare persona tende ad ingrassare, da quanto tempo ciò avviene e se questa tendenza è il risultato soltanto di un errato regime alimentare o di altre eventuali patologie.
Bisogna quindi innanzitutto recarsi dal proprio medico curante per sottoporsi a tutti gli esami necessari ad escludere eventuali patologie in atto, di cui il sovrappeso potrebbe rappresentare una delle manifestazioni.
Qualora si è certi che i chili in eccesso sono dovuti soltanto ad una alimentazione non equilibrata, occorre affrontare il problema con il nutrizionista, il quale non si limiterà a stilare una lista di cibi consentiti e non, ma in base ad un calcolo di quantità di calorie leggermente più bassa rispetto al fabbisogno stabilito per il peso normale di un certo individuo, fornirà un piano di alimentazione assolutamente personalizzato che possa correggere le errate abitudini alimentari, causa del sovrappeso, nel rispetto delle esigenze del paziente.
Bisogna chiarire però che, a differenza di quanto spesso viene pubblicizzato per ottenere risultati duraturi occorre una attiva collaborazione del paziente, in quanto allo stato attuale non esistono “pillole” o “porzioni” dimagranti che brucino i grassi mentre si dorme o si legge comodamente sdraiati su un divano.
Per perdere il grasso in eccesso e guadagnarne in salute e benessere occorre un giusto impegno e una necessaria perseveranza, senza esagerare mai e soprattutto prefiggendosi obbiettivi non troppo difficili da raggiungere per evitare delusioni, meglio un obbiettivo meno faticoso, ma più realistico e gratificante.
Il protocollo di terapia nutrizionale DIETOSYSTEM, da me utilizzato per le terapie alimentari, prevede un primo incontro in cui viene richiesto, dopo un'accurata anamnesi, di stilare un diario alimentare, allo scopo di analizzare le abitudini alimentari del paziente e cogliere anche le sue preferenze culinarie al fine d'impostare una dieta che risulti “gradevole al gusto”.
Il secondo metodo di valutazione, ossia l'antropometria, consiste nel valutare, grazie all'ausilio del plicometro, calibro e metro, l'adiposità e la muscolatura (ossia massa grassa e massa magra) e quindi il peso desiderabile. Un percorso ottimale di educazione alimentare necessita di un rapporto periodico tra il medico nutrizionista ed il paziente, solitamente si tratta di incontri a cadenza settimanali o bisettimanali a seconda dei casi: tali controlli servono al medico per modulare il proprio intervento mediante la rivalutazione del peso, delle circonferenze e delle pliche e al paziente per correggere eventuali errori, per esprimere difficoltà e dubbi che potrebbero sorgere durante il percorso di educazione nutrizionale.
Naturalmente chiedo al paziente di monitorare insieme all'alimentazione anche la quantità di attività fisica praticata, cercando di incrementarla nei limiti del possibile sia per ottenere più facilmente la perdita del grasso in eccesso sia per potenziare la muscolatura.
DIETOSYSTEM è un prodotto

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